In questo particolare momento planetario, l’unica possibilità di salvezza per tutti noi è quello di modificare se stessi seguendo la propria ispirazione, attraverso le tecniche “dell’agire come se” e del servizio, le uniche in grado di convertire la nostra piccola vita personale adeguandola al Piano evolutivo del Pianeta.

 

La libertà era il lavoro psicospirituale di quel semestre e in comunità se ne discuteva animatamente coinvolgendo talvolta anche Hermes, in quei giorni ospite gradito.

Giulietta, infatti, incontrandolo mentre passeggiava in giardino gli domandò amichevolmente: Tu che ami tanto la libertà, come la definiresti?

Hermes sorridendo rispose: Un atto d’amore che parte dal cuore di chi sa amare senza trattenere l’oggetto amato e di chi è capace, prima di tutto, di gestirsi in maniera autonoma e responsabile.

Giulietta insistette: Vuoi spiegarti meglio?

Hermes: La libertà è la nota fondamentale di chi ha incontrato se stesso e si è incamminato decisamente verso il futuro, senza subire più i condizionamenti del passato e i ricatti del mondo. È una condizione chiaramente privilegiata che presuppone il superamento degli attaccamenti e l’affrancamento da ogni dipendenza per raggiungere quella “divina indifferenza”, di cui parlano spesso i saggi: è uno stato mentale che conduce la coscienza ad assumersi la piena responsabilità della vita, facendo cadere qualsiasi alibi e sciogliendoci da ogni paura. È proprio la paura, in realtà, uno dei suoi ostacoli maggiori, perché legandoci al passato getta ombre nere sulle nostre iniziative e riduce al minimo la nostra capacità creativa. Uno dei primi compiti di chi vuol sperimentare la libertà è quello di raggiungere una piena consapevolezza di ciò che ha introiettato e che lo limita spesso con meccanismi inconsci nell’autenticità dell’espressione. É necessario in questo caso trovare il coraggio di “guardarsi dentro” per superare complessi infantili e vecchie abitudini che generano illusioni e annebbiamenti, ostacoli tra i più diffusi anche tra gli aspiranti spirituali.

Nel frattempo Hermes e Giulietta, avevano raggiunto gli altri amici, seduti sotto il portico del casale, che li invitarono ad unirsi a loro.

Cesare allora chiese: Che ne pensi, Hermes, della mia riflessione sullo stretto rapporto esistente tra libertà e volontà?

Hermes, sollecitato dalla domanda, rispose con decisione: È un fatto incontestabile che senza libertà non può esserci responsabilità, né un uso adeguato della volontà individuale, anche se è giusto aggiungere che l’esercizio del libero arbitrio è quanto di più difficile la vita possa proporre ad un uomo.
Infatti i comportamenti più usuali sono, o quello di trasformare l’opportunità creativa, offerta dalla libertà, in una forma di liceità, oppure di ostentarla in modo presuntuoso e autoassertivo fino a renderlo un atto di orgoglio insensato. Altri, al contrario, rinunciano totalmente all’opzione di esercitare questa funzione di scelta, divenendo così irresponsabili a tutti i livelli, demandando ad “altri” il loro futuro. Possiamo affermare allora che solo chi si cimenta nella disciplina dello spirito è in grado di comprendere il valore della libertà e può utilizzarla attraverso un saggio uso della propria volontà.

Marta intervenne: È difficile comprendere perché una qualità così preziosa come la libertà sia tanto trascurata nella società attuale che, al contrario, è piena di tabù e di controlli.

Hermes: È vero che l’umanità ha rinunciato al potere della libertà asservendo se stessa ad ogni forma di schiavitù e di tirannia, accettando regole non scelte e conformandosi a modelli comportamentali abitudinari, privi di ogni spinta creativa, e questo può produrre un grave handicap per le personalità private dell’esperienza di gestire autonomamente le energie con cui vengono in contatto, precludendosi la possibilità di cooperare responsabilmente all’evoluzione. Questa realtà è per altro legata allo stadio maturativo dell’uomo attuale che sta lottando tra gli opposti bisogni della sua duplice natura, animale e spirituale. L’elevarsi della coscienza porta, infatti, inevitabilmente all’affermazione della libertà, così come la ricerca della libertà è già di per sé una dimostrazione della tendenza dello spirito umano a crescere, attraverso l’assunzione di compiti e di responsabilità sempre maggiori.

Guglielmo domandò: La libertà individuale non è in qualche modo anche limitata dall’accettazione ideologica di “qualcosa di superiore” o di un “essere divino” o cui si è costretti ad ubbidire?

Hermes: La libertà ha una caratteristica particolare: se esiste non può essere limitata in alcun modo e chi è libero è responsabile prima di tutto delle proprie scelte, inclusa quella di dedicare se stesso a qualcuno o a un ideale. Anzi, proprio l’esperienza della libertà evoca quella della fede; allo stesso modo la non-libertà genera dubbio e sfiducia, producendo quell’atteggiamento malsano tanto diffuso del “vorrei ma non posso”.

Guglielmo insistette: In che rapporto sta, secondo te, la libertà con la necessità individuale di integrarsi con il contesto attuale?

Hermes: Il principio della libertà dev’essere rispettato in ogni circostanza e quindi è fondamentale imparare ad accettare il reciproco “libero arbitrio” perfino in quelle situazioni in cui ci sentiamo responsabili nei confronti degli altri. In quest’ottica la libertà di adesione dev’essere sempre verificata per arrivare ad una corretta cooperazione, e gli stessi Maestri spirituali fanno di questo principio il presupposto di base per il Servizio.

Cesare nuovamente: Vogliamo anche parlare dei vantaggi dell’uso della libertà?

Hermes: Anche se apparentemente sembra strano, l’esperienza della libertà permette di recuperare una quantità enorme di energia indebitamente polarizzata in situazioni e attività improduttive, e questa riappropriazione rende estremamente dinamica e potente la volontà individuale. Un uomo libero è di fatto disponibile e pronto ad investire il proprio tempo in ciò che considera, di volta in volta, più utile e più consono al raggiungimento dei propri obbiettivi, perché svincolato da costrizioni e impedimenti.

Maria a quel punto chiese: Vuoi chiarire il rapporto tra libertà e amore?

Hermes: L’amore matura nella libertà e il vero amore genera libertà. Infatti chi ama veramente è in grado di garantire all’altro l’espressione di tutte le proprie potenzialità, incrementandone in tal modo la creatività. Il senso del possesso, l’attaccamento, la dipendenza, tutto ciò che in definitiva è il contrario della libertà, è un atto di non-amore, di norma confuso con questo nella razionalizzazione di voler “fare il bene dell’altro”. Essere liberi ci permette di amare l’altro irradiando i contenuti migliori della nostra coscienza, che utilizzati permettono a chi li riceve un processo di ampliamento e di donazione di se stesso a favore di altri uomini, mettendo in manifestazione un modello di amore altruistico che nutre e stimola reciprocamente gli uomini nel rispetto assoluto di una libera crescita individuale.
In questo senso educarsi all’amore rappresenta l’opportunità di liberarsi da tutti gli ormeggi e da tutte le vecchie immagini e quindi realizzare il “nuovo” dentro e fuori di noi.

Camillo, fino ad allora silenzioso chiese: Quale metodo suggerisci per avviarci verso la libertà?

Hermes: L’allenamento alla libertà dev’essere globale, intendendo con questo un atteggiamento di disidentificazione da tutto ciò che abbiamo conosciuto e assimilato dentro di noi: non si tratta di rinnegare qualcosa, ma di “andare oltre” qualsiasi esperienza già vissuta per sintetizzarla in un nuovo investimento, possibilmente migliore di quello già raggiunto.

Leonardo intervenne: La libertà diventa così un ponte verso il futuro, perché ci fa cogliere il processo creativo nel suo divenire. Se è così, puoi darci uno spunto di riflessione sul rapporto tra libertà e creatività?

Hermes sorridendo: Si tratta di due fratelli nati dallo stesso padre, cioè dallo spirito dell’uomo, che non possono vivere l’uno senza l’altro. Non ho mai conosciuto un uomo libero che non fosse creativo e tanto meno un uomo creativo che non fosse libero. La creatività è una tensione continua verso ciò che si intuisce sui “piani sottili”, ai quali la nostra coscienza può accedere con un atto di libertà da tutto ciò che ci vincola e ci attrae sui “piani più densi”. Chi è immerso “nell’onda di ritorno” della vita popolata di immagini già vissute, attaccamenti e limitazioni, non è in grado di accendere dentro di sé la luce dell’ispirazione che è l’atto sublime in cui l’io personale si immerge nella realtà del Sé.
Chi non è libero avrà remore e impedimenti di ogni genere nel tentare quest’avventura e rimarrà legato ai suoi dogmi e alle sue certezze razionali.

Maria con entusiasmo affermò: Ciò che dici rappresenta in realtà un invito a ciò che oggi viene definito l’impegno alla testimonianza in uno spirito che nella libertà tende al rinnovamento.

Hermes: In questo particolare momento planetario, l’unica possibilità di salvezza per tutti noi è quello di modificare se stessi seguendo la propria ispirazione, attraverso le tecniche “dell’agire come se” e del servizio, le uniche in grado di convertire la nostra piccola vita personale adeguandola al Piano evolutivo del Pianeta.

Marta s’intromise domandando a sua volta: In che modo, dunque, la libertà può essere agita nel concreto?

Hermes categorico: Abituandoci a coltivarla quotidianamente dentro di noi, consapevoli in ogni momento di creare il futuro; evitando di essere ripetitivi, senza mai “voltarci indietro” nell’impegno di rendere migliore ogni atto della nostra vita.

Camillo: L’esperienza dello libertà può anche aiutarci a superare il nostro egocentrismo per permetterci di accedere alla coscienza di gruppo…

Hermes: Questo è un processo difficile per tutti, perché tutti siamo vittime di quella farsa inerziale che gestisce il pianeta e che tende a farci restare dove siamo arrivati, rimanendo fissati in modelli convenzionali, ormai superati. Solo accettando lo sforzo di sostituire le nostre strutture morali con un forte senso etico, cioè finalistico della vita, riusciremo a liberarci dai piccoli progetti parziali e transitori del nostro io separato per avviarci al grande compito comune più volte citato. In questo senso divenire liberi significa scegliere mete sempre più ampie e più futuribili, pur non rinunciando a tutto ciò che abbiamo conquistato e riteniamo tuttora utile, dinamizzando e riorientando costantemente la nostra coscienza verso gli obbiettivi prescelti.

Leonardo: La libertà può pertanto rappresentare una spinta interiore a superare la limitazione della materia per entrare in contatto con le realtà spirituali…

Hermes: Certamente sì! E questo è il processo dell’evoluzione che sta permettendo all’uomo di liberarsi dalla struttura animale su cui si è innestata la sua coscienza spirituale, per accedere a dimensioni sempre più ampie ed esaltanti nella spirale della sua divina trasformazione. È per questo che la libertà è da sempre considerata da tutti i popoli l’unico vero bene inalienabile, e deve perciò attrarre la nostra attenzione e il nostro impegno, anche attraverso il ricordo dei grandi eroi dell’umanità che in ogni tempo alla libertà hanno offerto la loro vita. Un uomo ha detto: “Piuttosto che ricominciare alla libertà rinuncio alla mia vita”.

Ancora Leonardo: lo credo che il peggior nemico della libertà sia anche la bruttura in qualsiasi forma si manifesti nella vita, perché la libertà, a mio avviso, è la strada maestra che conduce alla bellezza.

Hermes: Sono perfettamente d’accordo, tanto da affermare che chi conquista la bellezza si rende libero e si avvia all’evoluzione, come dimostra l’esperienza dei grandi creativi.

Cesare: Sembra proprio, Hermes, che tu voglia fare l’apologia della libertà…

Hermes: Voglio invece lasciarvi a riflettere su una delle tante illusioni dell’uomo, perché paradossalmente la libertà non è che un’utopia irraggiungibile per la dimensione umana. Nessun uomo riuscirà mai infatti a modificare la concatenazione inesorabile della propria vita e tanto meno potrà mai uscire dal flusso della corrente della Vita una.
Scorgendo poi lo sgomento sul volto dei suoi amici Hermes riprese sorridendo: Una libertà comunque ci è concessa ed è quella della scelta, ed è appunto nell’uso di questo potere che l’uomo afferma se stesso e determina il proprio destino: in ciò sta la bellezza della dimensione umana che crea con le proprie mani il futuro dell’umanità.
I grandi insegnamenti spirituali, veri sentieri di liberazione, sono pertanto gli unici percorsi possibili per la conquista dell’Infinito a cui siamo destinati.

Fu a quel punto che un uccellino, che aveva seguito in silenzio i discorsi del gruppo seminascosto fra le foglie del noce, cinguettò ermetico e volteggiò leggero sulle loro teste scomparendo poi nell’azzurro intenso del cielo.

Sergio Bartoli
In: “Poggio del Fuoco” – Quaderno della Comunità di Psicosintesi di Città della Pieve
N. 15 – “La Libertà” (maggio 1995)

Image Credit: Steve McCurry