Accendete quel Fuoco

Il filo d'argento - di Sergio Bartoli

…, il potere non si identifica con l’uso della forza ma, piuttosto, con la capacità di integrare tra loro più forze.

 

Che ne pensi del potere? chiese Cesare a Hermes, vedendolo entrare nella sala del camino. Era l’unico modo per interrompere l’animata discussione che quel tema aveva sollevato nel gruppo.

Hermes rifletté un istante e rispose: È difficile esprimere un parere sul potere perché esso non ha un volto, e ogni volta assume la maschera di chi lo gestisce. Tutti lo usiamo nella vita come potenziale creativo (spesso senza rendercene conto), ma solo il nominarlo eccita gli animi e produce reazioni contrastanti.
Comunque, se per “potere” si intende la capacità di influenzare in modo determinante persone e situazioni, è evidente che non lo si può separare dal senso di responsabilità e dall’uso della volontà individuale: è, infatti, energia in azione che genera effetti qualitativamente diversi e lega tra loro chi la amministra e chi la subisce. Sono perciò del parere di specificare bene di quale potere si tratta, prima di affrontare questo argomento, anche per evitare polemiche scontate o prive di senso.

Maria propose: Perché non parliamo degli aspetti e degli usi superiori del potere?

Hermes: Il vero potere, cioè la capacità di intuire ed esprimere la volontà dell’anima, deriva dall’accettazione di una legge fondamentale, secondo la quale si può ottenere solo ciò che si è meritato con “il sudore della fronte”. In altre parole, solo l’impegno spirituale, guidato dai centri più elevati della nostra coscienza (quelli della testa) porterà in manifestazione il potere dell’anima, l’unico incorruttibile ed eterno.
Maria, però, aggiunse: Come mai gli uomini che conquistano un certo potere spirituale lo offrono a una volontà superiore?
Hermes: La formula “Sia fatta la Tua Volontà”, cui forse pensavi, non deve essere interpretata come una rinuncia, perché identificando la propria volontà con la Legge della Vita se ne acquistano i poteri.

Guglielmo chiese: Puoi darci un modello interpretativo che ci chiarisca la tua idea sul potere?

Hermes: Il potere è simile alla struttura atomica perché, di fatto, si basa sul rapporto tra un nucleo centrale, perno dell’energia costruttiva, e l’insieme delle forze periferiche da esso attivate, le quali a loro volta lo sostengono e lo proteggono. Quindi, il potere non si identifica con l’uso della forza ma, piuttosto, con la capacità di integrare tra loro più forze. E gli effetti di questa “cooperazione” sono illimitati, perché la potenza dell’attrazione ha un’azione dinamica, oltre che coesiva.

Guglielmo insistette: Altre volte ci hai parlato del “potere della mente”…

Hermes: È vero, perché tutto ciò che è in manifestazione nasce dal potere del pensiero: il giorno che noi uomini dedicheremo alla mente anche una minima parte della cura che oggi riserviamo al corpo, avremo risultati sorprendenti.
In particolare nelle scuole è necessario insegnare il valore del “giusto pensare”, a prescindere dal contenuto delle informazioni che vengono trasmesse: l’attenzione, l’osservazione, la concentrazione, la memoria, la chiarezza d’espressione, la capacità di sintesi, l’originalità della proposta devono essere intesi come strumenti indispensabili per l’educazione della mente.
Non dimentichiamo infatti che la mente, attraverso le aspirazioni, le idee e le immagini costruisce il cosiddetto “mondo delle cause”, i cui effetti determinano la qualità della vita. Questo processo è chiamato “il potere della trasformazione” grazie al quale, volendolo, possiamo migliorare noi stessi e il mondo.

Guglielmo: E come possiamo incominciare?

Hermes: Innanzitutto, è necessario controllare rigorosamente, allontanandoli, i piccoli pensieri inopportuni e molesti che ci fanno disperdere un’enorme quantità di energia psichica. Successivamente bisogna imparare a formulare un pensiero valido e a nutrirlo opportunamente, attraverso una concentrazione prolungata, fino a renderlo capace di muovere le montagne.

Cesare intervenne: Ma questo sembra più un atteggiamento legato alla volontà…!

Hermes: È vero: anche il pensiero, come qualsiasi altra funzione, è sotto il potere della volontà, che può dare all’uomo lo slancio più fervido verso l’evoluzione. Se usato male, però, lo stesso potere produce le situazioni caotiche e disgreganti che purtroppo caratterizzano la nostra epoca.

Marta disse: Ma nessuno di noi dubita dell’importanza della volontà…!

Hermes: Lo so, ma non dubitare non basta: il potere della volontà deve diventare parte della nostra coscienza, perché solo così saremo più cauti nello scegliere e perseguire i desideri. Nella costruzione della nostra vita può esserci d’aiuto il potere dell’affermazione che, sostanzialmente, è anche potere di attrazione e quindi di realizzazione.
Marta riprese: Che intendi per “realizzazione”?

Hermes deciso rispose: La capacità di evocare e di sopportare le vibrazioni più elevate e potenti della coscienza, per metterle poi a disposizione dell’Umanità.

Giulietta prese la parola: Perché non ci parli del potere dell’amore?

Hermes: Il potere dell’amore nasce dal cuore e gradualmente permea gli elementi della ragione: unendo tra loro vibrazioni simili permette contatti mentali a distanza, evocando capacità sopite e ricordi lontani. Il potere del cuore, inoltre, consente di trasformare le energie combattive in azioni spirituali e di accogliere e
utilizzare le vibrazioni superiori.
Il potere dell’amore illumina l’universo e trova nel simbolo della donna, quale Madre del Mondo, la sua rappresentazione ideale: senza di essa non potrebbero esistere le alte vette della coscienza umana. L’amore più potente per elevare se stessi è, in ogni caso, quello per la Divinità, in qualsiasi modo venga concepita: si crea così un canale diretto tra noi e quello a cui tendiamo, il che favorisce un afflusso di forze transpersonali, dette con termine religioso “grazia divina”.

Giulietta insistette: Parlaci ancora del potere spirituale…

Hermes: vero potere spirituale non è mai sostenuto da un intenso desiderio di successo personale, ma è, invece, sempre permeato da un sereno distacco dai risultati ottenuti. È accompagnato da un profondo sentimento di gratitudine verso l’amore divino che ci sostiene, e trova le sue radici in una coerente scelta di vita testimoniata nell’atto quotidiano. Un generico, anche se intenso, desiderio di conoscenza mentale non è sufficiente per acquisirlo, perché è solo nella perfetta armonia dell’intera struttura biopsichica che lo spirito può esprimersi al meglio.

Marta, un pò scoraggiata: Ma allora non arriveremo mai a realizzare questo potere, visto che siamo pieni di difetti!

Hermes, incoraggiante, rispose: Riconoscere un proprio difetto significa già lavorare per eliminarlo, così come prendere atto di una qualità significa già iniziare a farla crescere. Tutto diventa più facile quando, dimessi i ristretti abiti della dimensione fisica, siamo disposti a riconoscerci come anime piene di potenzialità e di luce interiore. Chi potrebbe negare – proseguì Hermes – l’enorme potenziale energetico dello spirito umano? Di fatto siamo responsabili dell’immenso potere di crescita celato dentro di noi, che aumenta quando veniamo in contatto con esseri affini.

Camillo intervenne: … vale a dire la forza dell’unione…

Hermes: Certo, tutte le forze del cosmo tendono a unificarsi verso un obbiettivo finale comune: la grande Sintesi universale. Credersi isolati è un’assurdità, dato che siamo indissolubilmente legati alla creazione dell’Infinito, e solo quando accetteremo consapevolmente questo legame, la nostra coscienza si aprirà all’esperienza spirituale.
In un gruppo ben armonizzato il potere del pensiero cresce notevolmente, e reciproci pensieri positivi intensificano la forza dell’unione, creando un comune organismo di enormi potenzialità.

Leonardo: Perché non parliamo un pò del potere della creatività?

Hermes: Il potere della creatività è infinito e l’uomo ne è il depositario: non a caso è stato fatto “ad immagine e somiglianza del Creatore”. La massima creatività è servire con sensibilità il processo dell’evoluzione, migliorando l’uomo e la vita in ogni sua manifestazione; si esprime come luce, che purifica lo spazio e migliora la qualità delle forme fino a trascenderle.

Maria, come riflettendo tra sè e sè… : Stavo pensando che il processo creativo si basa sul sacrificio…

Hermes: È vero. E chi ha compreso il potere del sacrificio conosce la bellezza dell’autorealizzazione, perché chi accetta di servire il mondo con il proprio cuore è un vincitore della vita.
Il sacrificio di se stessi attira energie creative dallo spazio, trasformandoci in costruttori planetari: è quindi giunto il momento di superare il pregiudizio secondo cui il sacrificio equivale a privazione e abbandono, ma è, piuttosto, il caso di considerarlo come un investimento spirituale.

Marta disse: Non abbiamo ancora parlato del potere del male.

Hermes: Quello che definiamo “il male” nasce dall’ignoranza delle leggi dell’evoluzione e dalla visione prettamente materialistica della vita, che viene ritenuta come l’unica opportunità concessa all’uomo per godere del vantaggio di esistere. Il potere del male, infatti, lusinga gli animi più deboli con l’idea del benessere fisico, della ricchezza e del successo, esaltandone gli aspetti più regressivi e passionali.
La stessa crudeltà che talvolta l’uomo manifesta verso suoi simili è più il frutto del suo attaccamento materiale che di un vero e proprio istinto del male. Anche i diffusi sentimenti di invidia e gelosia, spesso giustificati come aspetti inevitabili della dimensione umana, non sono altro che i prodotti di un persistente senso del possesso ai vari livelli.
D’altra parte le potenze del male sono sempre in agguato, e quando la coscienza cede alle tentazioni o all’inerzia, esse si distendono come ali nere foriere di morte. Per questo è necessario opporre ai distruttori il potere della costruzione e l’impegno al rinnovamento del mondo.

Maria, con enfasi: Ma perché non dire del potere delle forze planetarie e di quello degli uomini migliori che aiutano costantemente l’umanità?

Hermes: È certo che il potere occulto dei pianeti influenza notevolmente la Terra, operando una continua trasmutazione energetica. In quanto ai Grandi Uomini, il loro potere deve essere accettato e compreso con slancio, perché solo così ci sarà possibile unirci alle forze progressive del mondo. L’evoluzione, infatti, non dipende dall’estensione dell’energia, ma dal suo potenziale: per questo il potere invisibile degli spiriti più illuminati è da intendersi come l’impulso principale all’azione creativa.

Giulietta, intuendo in Hermes l’intenzione di lasciare il gruppo, disse: Prima di andartene, dacci qualche consiglio per sviluppare e usare bene il potere…

Hermes sorridendo rispose: Per sviluppare il potere bisogna potenziare al massimo i propri desideri superiori e fare in modo che ogni pensiero sia carico di energia e affine al magnete dello spirito. La ruota dell’evoluzione, infatti, è così potente che è impossibile accedervi senza il fuoco dell’entusiasmo, il solo capace di spazzare via gli ostacoli.
Poi, guardando la fiamma ardere nel camino, Hermes concluse: Vorrei infine ricordarvi il potere del fuoco, che deve essere acceso e alimentato dentro di noi, perché è nel potere del fuoco che la materia, ovunque appaia, si trasforma e si sublima al tocco sottile dello spirito che costruisce il futuro.

Sergio Bartoli
In: “Poggio del Fuoco” – Quaderno della Comunità di Psicosintesi di Città della Pieve
N. 6 – “Il Potere” – Siamo responsabili del potere di crescita celato in noi – (gennaio 1991)
2018-12-18T11:22:23+02:00 Dicembre 18th, 2018|