Legge dell’Attività di Gruppo

L’Attività di Gruppo prevede che un ideale accettato e focalizzato sul piano mentale metta in moto una vibrazione magnetica che, resa stabile nel tempo, tenda ad aggregare energie analoghe e a creare una ‘forma-pensiero’ persistente.

 

La Legge dell’Attività di Gruppo è la legge fondamentale della Nuova Era. Vale perciò la pena di rifletterci ulteriormente.

Finora l’Umanità procedeva, nel compito di trasformare sé stessa e il mondo, con l’impegno dei singoli che, individualmente o guidati da qualche illuminato, intuivano ed esprimevano i nuovi modelli di vita.

Nell’Era dell’Acquario, che sta entrando in manifestazione, questo processo di rinnovamento è necessariamente accelerato e sarà realizzato con la focalizzazione dell’attività dei singoli nella struttura di gruppo.

Questo avviene già spontaneamente a livello fisico ed emotivo nel ‘gruppo-famiglia’, a livello mentale in alcuni gruppi di collaboratori e ricercatori, a livello spirituale in alcuni gruppi religiosi e monastici.

Oggi questa modalità rappresenta un preciso riferimento operativo che garantisce l’integrazione del gruppo al di sopra di eventuali diffluenze individuali emotive e mentali, basandosi sul proposito collettivo che unifica indissolubilmente ciò che vi è di essenziale in ogni essere umano. Questa Legge richiede studio, comprensione e allenamento costante per essere correttamente applicata, una vera e propria scienza dei rapporti umani.

L’Attività di Gruppo prevede che un ideale accettato e focalizzato sul piano mentale metta in moto una vibrazione magnetica che, resa stabile nel tempo, tenda ad aggregare energie analoghe e a creare una ‘forma-pensiero’ persistente. Questa ‘forma-pensiero’ troverà successivamente canali emotivi e fisici per manifestarsi nel mondo come ‘azione’. E questo avverrà tanto più rapidamente quanto più ‘puri’ saranno i desideri e stabili le emozioni di chi la esprime. È evidente allora che l’Attività di Gruppo si basa sulla scelta di un ideale o modello di vita comune, a cui ciascuno deve liberamente aderire, e inizialmente il lavoro di creazione dipende dall’atteggiamento mentale dei partecipanti, che deve produrre una vibrazione unificata e un ritmo prestabilito.

Successivamente è importante che i membri del gruppo stabilizzino il campo emotivo, mantenendo uno stato di calma e di tranquillità reciproca, per trasmettere il modello mentale sul piano fisico attraverso l’attività cerebrale. Una vibrazione stabile ed equilibrata riduce infatti al minimo gli ostacoli alla realizzazione del proposito comune, e va cercata e difesa con volontà e vigilanza.

Analizziamo adesso alcune delle difficoltà maggiori di questo impegno. Cominciamo dalle tendenze individualistiche ed autoassertive.

Nell’Attività di Gruppo è fondamentale ricordare che l’interesse specifico non è nel vantaggio del singolo ma nell’integrazione e nella complementarietà dei partecipanti. Quindi è determinante subordinare le proprie idee e i propri sentimenti, anche quando riguardano l’interesse e lo sviluppo personale, alle esigenze comuni, con vero spirito di servizio, accelerando o rallentando di volta in volta il proprio piano interiore per sincronizzarlo con quello degli altri, trovando la cadenza più utile al gruppo.

La devozione e gli attaccamenti personali sono altresì degli ostacoli evidenti per questo lavoro, perché l’obiettivo primo del gruppo è quello di creare uno stretto rapporto mentale e una sincera cooperazione spirituale tra i membri che vi partecipano, e questo può essere raggiunto soltanto attraverso un atteggiamento impersonale permeato di altruismo. Il criticismo rappresenta un autentico nemico dell’Attività di Gruppo, perché scarica l’aggressività dei singoli all’interno del gruppo senza alcun filtro, provocando reazioni simmetriche e ferite profonde. L’assenza di critica non deve però trasformarsi in falsità e ipocrisia; deve piuttosto intendersi come un’amorevole sincerità reciproca. Far notare a un compagno di gruppo un errore o un difetto non significa certamente deprimerlo o accusarlo, ma semplicemente mostrare alla sua anima quello che c’è ancora da migliorare e correggere. E se non siamo identificati con la nostra personalità o con l’opinione altrui non dovremmo dispiacerci di una sincera constatazione di un amico. L’importante è che lo spirito sia veramente quello di voler aiutare l’altro. L’illusione della libertà è un miraggio da far cadere presto quando la nostra anima si consacra alla realizzazione del Piano Divino. Tutto quello che c’è da fare è di rendere disponibile la nostra volontà personale all’impulso transpersonale che la guida, offrendo la nostra vita ad un proposito ben più elevato e nobile di quello che la nostra mente può intuire e le nostre forze esprimere.

[fonte: Leggi e Principi della “Nuova Era”, Poggio del Fuoco – Comunità di Etica Vivente, pp. 45-47]

 

2019-04-21T01:07:09+02:00 Aprile 15th, 2019|