Mai come oggi dobbiamo reinserire gioia e principi etici nel nostro rapporto con la natura (…)

La permacultura è un metodo di progettazione mirato alla creazione e al mantenimento di sistemi umani sostenibili. Integra e accoglie diverse discipline utili per riportare la bellezza e l’etica nei diversi ambienti antropici dalla campagna alle metropoli e lo fa avendo come riferimento tre principi etici (cura della terra, cura delle persone e condivisione equa delle risorse) ma inserendo un obiettivo irrinunciabile che oggi sembra mancare: la gioia.

Oggi come non mai dobbiamo reinserire gioia e principi etici nel nostro rapporto con la natura ed in particolare con il suolo e con chi su questo opera per passione, ma anche per professione.

Con la Permacultura possiamo progettare e realizzare ambienti complessi e produttivi dove i nostri sogni e aspirazioni si conciliano con la produzione di cibo abbondante e di assoluta qualità.
La storia millenaria dell’agricoltura e la cultura tecnico-scientifica agro-ecologica vengono mescolate per dare origine ad orti, frutteti seminativi belli sani produttivi e accomunati dal rispetto del suolo e di tutte le forme viventi.
Risentirsi terra è una delle sensazioni più belle che possiamo ritrovare quando mettiamo in pratica i principi etici e di progettazione nei suoli e nei territori che abbiamo a disposizione.
È un viaggio che può essere intrapreso indifferentemente da chi non ha mai avuto esperienze e da chi è professionista di settore. Cambiano leggermente i tempi di attuazione ma non cambia il modello realizzativo perché tutte le operazioni che vengono eseguite sono motivate dal buon senso e dal rispetto della terra.
Rivedere le piantine con stupore alla luce delle nuove fantastiche conoscenze acquisite, scoprire che nel suolo vivono una moltitudine di forme viventi che se rispettate possono “lavorare” per noi al fine di ottenere cibo sano e buono ci può far sentire felicemente parte di un unico sistema vivente.
Da qui la voglia di condividere con altri questa energia positiva fino a farla diventare una scelta di vita.

La storia dell’agricoltura è una storia di comunità. Averla fatta diventare in occidente una sequenza di singole operazioni solitarie e meccanizzate non ha solo impoverito il suolo ma anche il lavoratore e la comunità intera.
La complessità ci porta a creare scambio e comunità e quindi a progettare e realizzare sistemi produttivi che si avvantaggiano di pratiche e di conoscenze condivise e scambiabili, in una logica di dare per ricevere, che diventa molto apprezzata da chi, per scelta o natura, ama la vita sociale e vuole riproporla forte nella propria e nella vita delle persone care più o meno vicine.

A tale proposito vedi anche: